
PRODOTTI TIPICI
A partire dal 1926, anno in cui fu istituito il mercato, per molti decenni, Revigliasco ha condiviso con Pecetto Torinese il primato in Piemonte della produzione delle ciliegie. Ventimila piante, mercati affollatissimi, compratori che venivano da lontano e si contendevano le centinaia di ceste, allineate sulla piazza ricolme di succose tamporje, come si chiamavano le ciliegie nel linguaggio locale. A partire dal dopoguerra, il fenomeno si è progressivamente ridotto, ma il legame di Revigliasco con le ciliegie non è venuto meno. Tante piante sono rimaste, altre nuove sono state piantate, il mercato ha ripreso a movimentare la piazza negli ultimi giorni di maggio e nelle prime settimane di giugno. I "graffioni" e "la mora di Revigliasco" continuano - tra realtà e mito - ad essere una bella e caratteristica realtà produttiva del paese. La coltivazione del ciliegio non ha soppiantato, ma si è aggiunta a quella di antichissima origine - risalente ai liguri e ai romani - della coltivazione della vite. Il vigneto è presente sulle colline di Revigliasco nelle posizioni migliori, nei terreni aridi e meglio esposti alla luce e al calore solare. Sono, a volte, vigneti piantati con cura con le brope e le cane che paiono monumenti alla capacità e all'arte contadina. Sono i vigneti storici. A questi si affiancano, come ormai un po' ovunque, quelli più razionali di recente impianto dove le brope sono sostituite da meno poetici pali di cemento. Oltre alla collina "il prodotto vino" esige un altro spazio più segreto dove percorrere la sua lente, silenziosa evoluzione: la cantina. È qui che avviene il lungo processo dalla fermentazione all'imbottigliamento, all'invecchiamento. I vini che si producono a Revigliasco sono il Barbera d'Asti e il Grignolino d'Asti, vini rossi tra i più tipici di Asti e del Monferrato. Rustici e raffinati allo stesso tempo e soprattutto genuini.
L'Astigiano, non meno delle Langhe, è terra del tartufo. Anche a Revigliasco non mancano i luoghi adatti alla formazione del Tuber Magnatum Pico, del tartufo bianco (del "tubero dei ricchi" come indica il termine botanico), come non mancano appassionati trifulau, che di notte, quando il buio ed il silenzio permettono il massimo della concentrazione e del riserbo, perlustrano il territorio nella speranza della scoperta. Se la fortuna premierà il loro interesse e la loro passione, il prodotto finirà sui banchi delle fiere di Alba, di Moncalvo, di Villafranca, di Asti dove a ottobre e a novembre giungono appassionati ed esperti da tutto il mondo.
Posta certificata: revigliasco.dasti@cert.ruparpiemonte.it